Oggi si è registrato un allarme bomba, per i dipendenti di una sede romana di “Equitalia”, la (famigerata) società per azioni a totale capitale pubblico «incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi»; sabato scorso il direttore generale, dr. Marco Cuccagna, riportava lesioni gravi aprendo un pacco esplosivo a lui indirizzato presso la sede centrale della Società, sempre ubicata nella Capitale. Atti criminali che il Presidente del Consiglio, Prof. Sen. Mario Monti, ha fermamente condannato, ricordando come si tratti di «persone che compiono esclusivamente il loro dovere al servizio delle istituzioni e del Paese». Sì, perché “Equitalia” svolge uno sporco ed ingrato lavoro che … qualcuno deve pur fare. Ovvero l’attività di riscossione, che dal 1° ottobre 2006 è tornata in una unica (e vigorosa) mano pubblica (“Equitalia” è partecipata al 51% della Agenzia delle Entrate e dal 49% dall’I.N.P.S.), dopo che era gestita da una quarantina di enti privati diversi (per effetto dell’art. 3 del Decreti Legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modificazioni dalla Legge n. 248 del 2 dicembre 2005). Il gruppo è composto da una holding (“Equitalia S.p.A.”) che controlla “Equitalia Giustizia”, “Equitalia Servizi” e da n. 7 Agenti della riscossione presenti in tutto il territorio nazionale, ed attualmente in fase di ristrutturazione (con il passaggio a 3 Agenti della Riscossione per macro-aree geografiche, strutturate in direzioni regionali ed ambiti provinciali). Gigantesca – e per taluni onnipotente - Macchina per la Riscossione coatta, ai danni del riottoso (a pagare le tasse) popolo italiano, “Equitalia” ha incassato 8,9 miliardi di euro nel 2010 dai 5 miliardi incassati nel 2006. Un sacco di soldi, dunque, raccolti con le “cattive”: pignoramenti, ipoteche, fermi, addirittura la sospensione dei pagamenti sopra i 10mila euro – da parte della P.A. – nei confronti dei soggetti morosi, ma anche – va detto – con la benevola concessione di oltre un milione di “rateazioni” ai contribuenti “distratti”. Ovvio, dunque, che l’Ente in questione abbia meno ammiratori della Lotteria di capodanno e del “Superenalotto”. Anzi, “Equitalia” ha una platea numerosa qualificata di nemici, critici e detrattori nel mondo politico e nella c.d. società civile, oltre a vedersi notificare – contro le proprie cartelle esattoriali - una massa sterminata di ricorsi al Giudice di Pace, da parte di cittadini indignati e offesi. Ma questo non giustifica minimamente ogni forma di violenza, fisica ma anche verbale, contro la Società e specialmente contro i suoi dipendenti, che adesso vivono – comprensibilmente – nell’ansia e nel terrore, e che meritano nostra affettuosa solidarietà. Quindi, Buon Natale, “Equitalia”, e sii più buona che puoi nel 2012 … |