Che c’entra il chiarissimo Prof. (e augusto senatore a vita) Mario Monti con il “Grande Fratello” (“Big Brother”, che ti osserva sempre e comunque, come recita il poster che riproduciamo a lato) immaginato da George Orwell nel suo inquietante romanzo “1984”? Beh, fate un piccolo sforzo di fantasia e potreste identificarlo (il “Grande Fratello”) con la Banca Centrale Europea (B.C.E.)., di cui – i maligni, sovente anche male informati – diconoessere il Prof. Monti una sorta di sub-commissario. Esagerazioni? Forse: ma il Governo Monti con il Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 (già ribattezzato “Decreto Salva-Italia”) ha deciso di ficcare un po’ il naso nei nostri conti privati, a mo’ di “Grande Fratello” fiscale. Con l’art. 11 del D. L. citato («emersione di base imponibile») dal 1° gennaio 2012 tutti gli operatori finanziari saranno obbligati a comunicare all’anagrafe tributaria tutte le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari intrattenuti con i contribuenti ed ogni altra informazione relativa a cotali rapporti, necessaria per effettuare i controlli fiscali. Non solo: dovranno essere comunicate le movimentazioni di ogni soggetto che intrattenga con l’intermediario finanziario, una banca o le Poste S.p.A. qualsiasi rapporto, o che effettui per conto proprio (o per conto terzi) qualsiasi operazione di natura finanziaria (in riferimento all’art. 7, sesto comma, del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 605, richiamato a sua volta nell’art. 11 di cui sopra). L’obiettivo dichiarato è consentire all’Agenzia delle Entrate (per molti di noi ente peggiore della “psico-polizia” orwelliana) di utilizzare i dati delle comunicazioni fornite dagli operatori «per la individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo» (art. 11, comma IV D. L. n. 201/11). Nel c.d. “Salva-Italia” spiccano anche altre simpatiche disposizioni anti-evasione: la tracciabilità dei pagamenti sopra i mille euro (art. 12, comma I D. L. cit.) e l’indagine finanziaria “d’ufficio” nel regime di trasparenza per i soggetti non congrui agli - arcinoti e detestati - studi di settore. Previsti specifici controlli, su tutto il territorio nazionale, tenendo conto delle apposite informazioni presenti nella specifica sezione dell’anagrafe tributaria (art. 10, comma IX, D.L. cit.). Non basta: persino l’I.N.P.S. dovrà fornire all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza «i dati relativi alle posizioni di soggetti destinatari di prestazioni socio-assistenziali affinché vengano considerati ai fini della effettuazione di controlli sulla fedeltà dei redditi dichiarati, basati su specifiche analisi del rischio di evasione» (art. 11, comma VI, D.L. cit.). Grazie, Prof. Monti … ma forse ce lo meritiamo! Noi italiani – confessiamolo – siamo un popolo di furbi (?) evasori/elusori fiscali per vocazione … |