I reati in Italia sarebbero in calo: a rassicurarci in tal senso è stato di recente l’On.le Marco Minniti, come Presidente dell’I.C.S.A. («Intelligence culture and strategic analysis»), Fondazione, con sede nella Capitale, sorta nel novembre di due anni fa, che «si pone l’obiettivo di analizzare i principali aspetti connessi alla sicurezza nazionale interna ed esterna … alla crescita dei principali fenomeni criminali e illegali in Italia e all’estero, alla sicurezza informatica e tecnologica dello Stato e dei cittadini …», e scusate se è poco. Il Presidente Minniti osservava, preliminarmente, come «i dati sul trend della sicurezza andrebbero sottratti al “tritacarne” della contrapposizione politica e valutati su un orizzonte temporale di medio termine». E, non a caso, la Fondazione da lui presieduta firmava una convenzione – il 15 aprile 2010 – con il Ministero dell’Interno, avente ad oggetto lo scambio di dati per la realizzazione del “Rapporto sulla criminalità e la sicurezza in Italia – 2010”, progettazione di programmi di formazione e di addestramento professionali per «potenziare le competenze, le abilità e le conoscenze di appartenenti al Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale tramite successive intese operative ed accordi», oltre alla progettazione e realizzazione di iniziative per la divulgazione dei risultati del rapporto sopra citato. Uno dei risultati pratici della convenzione in parola è che l’On.le Minnitti (uno degli uomini politici italiani più intelligenti, e preparati sull’argomento, fra l’altro Vice Ministro dell’Interno dal 2006 al 2008), seppur in una logica alta, bipartisan e rigorosamente “tecnica” interpreti – e ormai da tempo - ufficiosamente i dati sul crimine per conto del Viminale (a proposito: nel 2010 si sarebbero registrati 2,6 milioni di reati, con una minima flessione [0,4%] rispetto al 2009, decisamente inferiore rispetto a quelle registrata nei due anni precedenti [-3%, -8%]). Minnitti spiegava che «il picco della criminalità raggiunto nel 2007 trova la sua spiegazione anche negli effetti dell’indulto, si stima che circa un terzo dei reati sia commesso da recidivi, mentre alla frenata del biennio successivo ha contribuito l’identificazione dei responsabili di questi reati» e la debolissima flessione del 2010 confermerebbe, secondo l’ex Vice Ministro, la curva discendente del medio periodo (una sorta di «diminuzione stabilizzazione»). La “I.C.S.A” ha obiettivi molto ambiziosi: «avviare una sorta di Cernobbio sulla sicurezza» e la realizzazione di una banca dati sulla criminalità e sulla sicurezza in Italia, dopo aver presentato l’omonimo rapporto, di cui sopra, nello scorso luglio, in virtù anche di altra convenzione firmata– alla data del 22 giugno 2010 - fra la Fondazione presieduta dal Minnitti con il Ministero dell’Interno e Confindustria. Confessiamo, oltre alla malcelata ammirazione per l’On. Minnitti, una qualche perplessità per tali iniziative, perché le percepiamo come primo passo verso quella “privatizzazione” della sicurezza e della giustizia (che in U.S.A. ha avuto un grande impulso con l’Amministrazione di George W. Bush), che ci lascia alquanto inquieti, balenandoci scenari simili a quelli evocati dal film “The Manchurian Candidate” (di Johathan Demme, 2004, di cui alla foto, invero remake di “Và e uccidi” [1962, di John Frankenheimer] con Frank Sinatra, tratto dal romanzo omonimo – sempre del 1962 – di Richard Condon). Nella finzione, la “Manchurian” è una potente corporation nordamericana che si occupa di difesa e di sicurezza, tanto influente che decide di piazzare il proprio candidato alla Casa Bianca. Paragone esagerato? Sicuramente sì: l’On. Minnitti saprebbe rassicurarci … proprio come quelli della “Manchurian”. |