“I Guardiani del Destino” è il suggestivo titolo italiano di un film, di quest’anno, diretto da George Nolfi con Matt Damon e l’intramontabile Terence Stamp (“The Adjustement Bureau”, 2011, di cui la foto), ma è soprattutto un racconto di Philip K. Dick noto nel Belpaese come “Squadra Riparazioni”. La “Squadra Riparazioni” in questione è una sorta di Agenzia (appunto un “bureau”)onnipotente e onnipresente, anzi soprannaturale che ha il compito di “aggiustare” i destini umani quando serve, seppur a fin di bene. Fantascienza, anzi fantasia direte voi. Certo, ma concorderete con noi che, ancor oggi, in giro ci sono tanti che si sforzano (o si illudono?) di controllare i destini altrui. Nel novero inseriamo Bashar-al-Asad, storpiato sulla stampa internazionale in Assad, attuale Presidente (per taluni dittatore) della Siria, anch’essa in fermento in riferimento alla c.d. “primavera araba” che ha già fatto crollare i regimi di Tunisia, Egitto e Libia. Ma Asad (si scriverebbe così) non vuole cadere: dalla prima metà di quest’anno ha affrontato con il pugno di ferro e il guanto d’acciaio le rivolte interne. Secondo fonti dell’O.N.U. le vittime civili della repressione sarebbero già 3mila, tanto che l’Unione Europea imponeva sanzioni contro il governo di Damasco, ivi compreso l’embargo sulla vendita di armi. Bene, fra i piccoli “guardiani del destino” al soldo di Asad non manchiamo noi italiani. La “Area S.p.A.” è una anonima azienda, fondata nel 1996, che ha sede a Vizzola Ticino (Varese) con – secondo il “Corriere della Sera” - 145 dipendenti e un bilancio di 23 milioni di euro, che fornisce supporto informatico (tecnico e software) per l’intercettazione di telefonate, e-mail e traffico Internet. Pare che al momento stia fornendo al regime siriano un sistema per controllare la posta elettronica e le comunicazioni sul web. Il contratto risalirebbe al 2009 e sarebbe stato stipulato per 23 milioni di euro: tecnici italiani sarebbero attualmente al lavoro in loco per “testare” il sistema. Interpellato, l’amministratore delegato della società in parola dichiarava (giustamente) di non poter dare informazioni su propri clienti, precisando al contempo che “Area S.p.A.” rispetta leggi e regolamenti sulle esportazioni (le sanzioni europee, di cui sopra, non vieterebbero il commercio delle tecnologie di intercettazione in questione). Il quasi sempre attento “Il Sole24Ore” spulciava la relazione sulla gestione allegata al bilancio 2010 della stessa ditta di “spioni”, ove si legge che un’«importante commessa ottenuta da un Paese extra-UE è stata in parte realizzata nel corso del 2010 e verrà consegnata al cliente entro l’estate 2011», il cliente in questione è «una società partecipata da un ente governativo» di un Paese in cui sono in atto «turbolenze politiche», quindi probabilmente non è la Svizzera. Per inciso, Asad, sostenitore degli “Hezbollah” in Libano e di Hamās ed acerrimo nemico di Israele, si sta anche pericolosamente avvicinando alle posizioni dell’Iran. Per quanto riguarda i piccoli “guardiani del destino”, nostri compatrioti, se non è un crimine vendere tecnologia siffatta a un regime criminale (con i suoi stessi cittadini) giudicate voi se possiamo rubricarlo come “misfatto” … |