I “giudici-ragazzini” tornano in Procura (ed arrivano al Tribunale monocratico)? «Giudici ragazzini» è l’affettuoso – per taluni dispregiativo - appellativo coniato dallo scomparso Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga – per gli “uditori”, leggi oggi «magistrati ordinari al termine del tirocinio» ovvero i togati freschi di concorso, che si vedevano sbattere regolarmente nei Tribunali e nelle Procure della Repubblica più “calde” del Paese (quasi tutti a Sud). E’ anche il titolo di un bel film – che abbiamo già citato - del 1994 (“Il giudice ragazzino”) di Alessandro Di Robilant sulla figura di Rosario Livatino, giovanissimo ed eroico sostituto procuratore della Repubblica ad Agrigento ucciso da Cosa Nostra il 21 settembre del 1990 (nella pellicola interpretato da Giulio Scarpati, nella foto). Lo scorso 26 ottobre il Senato ha approvato definitivamente un disegno di legge («disposizioni in materia di attribuzione delle funzioni ai magistrati ordinari al termine del tirocinio», atto del Senato n. 2936) che ha modificato il Decreto Legislativo 5 aprile 2006 n. 160 all’art. 13 comma II, abrogandone anche l’art. 9-bis, D. Lvo che aveva riformato la legge sull’ordinamento giudiziario, ancora il regio decreto 30 gennaio 1941 n. 12 (plurimodificato, anzi giuridicamente modificato, poi da altre leggi e leggine, in un quadro normativo desolatamente confuso). Con questo atto si riammettono (o si risbattono, a seconda dei punti di vista) gli “uditori”ragazzini nelle Procure ed, in parte, fra i giudici monocratici. Si è infatti eliminato il divieto per i neo-magistrati di svolgere funzioni requirenti anteriormente alla prima verifica di professionalità, ed è stato attenuato il divieto di svolgere funzioni giudicanti, ammettendo le toghe fresche di giornata a fare il giudice monocratico per taluni reati (quelli un po’ meno gravi, tipo furto, ricettazione, rissa ecc.), per cui è prevista la citazione diretta a giudizio ex art. 550 c.p.p. : ma non potranno svolgere funzioni di giudice per le indagini preliminari (G.I.P.) o di giudice per l’udienza preliminare. La misura si è resa necessaria perché è noto che i magistrati con maggiore anzianità disdegnano le sedi disagiate e amano starsene nei luoghi nativi o nei pressi. Proteste indignate dell’Unione delle Camere Penali, la nota associazione che – è bene ricordarselo – non rappresenta gli avvocati penalisti del Belpaese. Noi rispettiamo i giudici ed ammiriamo “giudici ragazzini” come l’indimenticabile Livatino, ma pensiamo che in prima linea debbano esserci i veterani e non le reclute … |