Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto nuovamente uso del potere di grazia che gli riconosce la Costituzione repubblicana (art. 87 Cost.); la grazia, insieme all’indulto «condona in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna» (art. 174 c.p.). E’ un provvedimento di esclusiva del Capo dello Stato e non abbisogna di leggi di concessione, bensì di una sentenza irrevocabile di condanna. A beneficiarne Calogero Crapanzano, 61 anni, maestro in pensione residente a Falsomiele (frazione del Comune di Palermo) che il 25 giugno del 2007 uccise il figlio Angelo, che dopo aver contratto la meningite aveva seri problemi mentali, tanto da essere preda di accessi di ira che lo portavano a picchiare anche la madre (a sua volta colpita da esaurimento nervoso). «Non un dramma della follia, ma un dramma della malattia» secondo il Giudice per l’udienza preliminare, dr. Lorenzo Matassa che condannava il Crapanzano l’8 novembre 2007 alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione, di fronte alla richiesta di 30 anni di reclusioni avanzata dalla pubblica accusa. Lo stesso magistrato (il quale, oltre ad incassare aspre critiche, a cagione della decisione assunta doveva affrontare anche pesanti conseguenze disciplinari), scriveva che si trattava di un «caso di scuola in cui … la società stessa prepara il delitto » dato che le «condizioni di vita familiare e sociale dell’imputato erano condizionate dal pesante fardello di omissioni, incoerenze e fraintendimenti del sistema socio-sanitario in materia di salute». Lo stesso magistrato, in quella sede pone delle domande importanti ed inquietanti: «che cosa fa lo Stato per curare chi è colpito dal male autistico? In quale modo si tutela l’integrità delle famiglie che da questo male vengono travolte?». «Nulla» è la risposta. Per quanto riguarda le «omissioni, incoerenze e fraintendimenti» di cui sopra, si veda la Legge 13 maggio 1978 n. 180 («Accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori» c.d. “Legge Basaglia” dal suo ispiratore, lo psichiatra e neurologo veneziano Franco Basaglia nato nel 1924 e scomparso nel 1980, raffigurato nella foto sopra), che ha aperto (la legge, non Basaglia), sì, i manicomi pubblici ma ne ha aperti centinaia “privati”, scaricando sulle famiglie drammi come quello dei Crapanzano. Gli estimatori della Legge “180” la difendono obiettando che è rimasta sostanzialmente inattuata, a causa delle (colpevolmente omissive) Regioni a cui sarebbe spettato l’onere di applicarla. E’ un ottimo argomento, ma andate a Falsomiele a raccontarla a un padre graziato, ma distrutto per aver perso un figlio che ha ammazzato con le sue mani … |