E’ iniziata in prima pagina con titoli a sei colonne e finisce (per il momento) con un breve trafiletto nelle ultime pagine, la vicenda giudiziaria di Dominique Gaston André Strauss-Kahn, classe 1949 (nella foto) che i giornali d’oltralpe abbreviano in “DSK”. Di lui sappiamo quasi tutto: brillante banchiere, geniale economista e uomo politico francese (anzi già candidato del Partito Socialista alle prossime elezioni presidenziali) e soprattutto Presidente del Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.) dal 1° novembre 2007, carica dalla quale si è dimesso lo scorso 19 maggio. Infatti, il precedente 14 maggio “DSK” veniva arrestato a bordo di un aereo in partenza da New York con destinazione Parigi, con la grave ed infamante accusa di aver aggredito, stuprato e sequestrato una cameriera del “Sofitel” ubicato nella Grande Mela. Nafissatou Diallo, 33enne già immigrata dalla Guinea: si formalizzano a carico di Strauss-Kahn ben sette capi di imputazione. Le immagini del suo arresto (con le manette ai polsi) all’uscita del Commissariato di Harlem fanno il giro del Mondo, e lo condannano all’ignominia mondiale. “DSK” protesta la sua innocenza («a tutti voglio dire che nego con la massima fermezza possibile ogni accusa che è stata fatta contro di me») e incassa la solidarietà – toccante - della moglie Anna Sinclair (un po’ meno quella del mondo politico francese …). Dopo aver trascorso quattro notti in cella, ottiene gli arresti domiciliari nel suo appartamento newyorkese, a fronte della corresponsione della cauzione di un milione di dollari (e ne vengono depositati altri cinque in garanzia). Nel frattempo diventa l’icona mondiale del maschio brutale e maschilista, che usa ed abusa del proprio potere per approfittarsi sessualmente delle donne. I media tirano fuori accuse, voci e apprezzamenti assai poco lusinghieri su di lui, seppur risalenti nel tempo. Una giornalista francese, Tristane Banon, lo accusa – anch’essa - di tentato stupro: il caso – risalente al 2003 – è attualmente all’esame della Procura della Repubblica di Parigi. Rispunta una relazione extraconiugale con Piroska Nagy, un'economista di origine ungherese, sposata, che collaborava con l’F.M.I. La storia aveva procurato a Strauss-Kahn nel 2008 una inchiesta interna al Fondo, tesa a chiarire i motivi del repentino allontanamento della Nagy dallo stesso. Nella natia Francia si ripropongono – a suo carico - pettegolezzi e rivelazioni piccanti dello stesso tenore e le donne protestano indignate in ogni dove. Ma lo scorso 23 agosto la Corte distrettuale di New York ha archiviato tutte le accuse contro di lui. L'avvocato della presunta persona offesa ha dichiarato che la sua cliente è pronta a intentare una causa civile, pur di avere giustizia. La Sig.ra Diallo è stata giudicata non attendibile per le contraddizioni in cui sarebbe caduta nel corso degli interrogatori subiti, e soprattutto per aver mentito in diverse occasioni su varie circostanze della propria vita. Secondo lo stesso Procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance (che avrebbe dovuto sostenere l’accusa ed ha invece chiesto l’archiviazione del caso), la cameriera (accusata persino di essere una prostituta) avrebbe pure inventato una storia di persecuzioni subite in Guinea, per ottenere asilo politico negli Stati Uniti. Inoltre, nella ricostruzione dell’accaduto gli inquirenti appurano svariate inesattezze circa i suoi movimenti subito dopo l’asserito stupro. La sua credibilità crolla definitivamente quando si propala la notizia (da lei smentita) che avrebbe cercato di trarre vantaggio economico dalla faccenda. Si vedrà. Per il momento registriamo che Strauss-Kahn è da considerarsi innocente mentre la sua accusatrice non è abbastanza credibile per sostenere l’accusa in un giudizio penale. Sul povero Strauss-Kahn, insomma, si è avventata la gogna mediatica mondiale. Ma la stessa opinione pubblica mondiale aspetta ancora da “DSK” adeguati e convincenti chiarimenti sul suo approccio verso il gentil sesso … |